MENDRISIO - Nella mattinata di oggi, giovedì 4 febbraio, i cancelli della Argor-Heraeus, azienda del Mendrisiotto tra i leader mondiali nella lavorazione dei metalli preziosi, si sono aperti per Laura Sadis, Arnoldo Coduri, i responsabili del promovimento economico e per i vertici di AITI. Come riferisce l'azienda mendrisiense quella di oggi "è stata una visita volta ad avvicinare ulteriormente il mondo delle imprese alle istituzioni, nella consapevolezza che una burocrazia snella ed efficiente può aumentare la competitività del territorio favorendo lo sviluppo di iniziative imprenditoriali importanti".
L'evento è una tappa del ciclo di visite organizzate da AITI presso le più importanti realtà industriali del nostro Cantone: un'occasione offerta ai rappresentanti delle istituzioni di conoscere le persone, le tecnologie, gli investimenti che dimostrano quanto sia rilevante il ruolo svolto oggigiorno dal settore produttivo in Ticino.
Collaborare è la parola d’ordine che il Cantone si è imposto, convinto che un’amministrazione pubblica efficiente, infrastrutture all’avanguardia e una relazione continua con il tessuto economico siano la chiave per attrarre nuove imprese e per far prosperare quelle che già hanno scelto il Ticino. Una collaborazione cui Argor-Heraeus tiene molto, con le parole del suo Direttore, Erhard Oberli, “abbiamo scelto il Mendrisiotto oltre mezzo secolo fa e qui abbiamo avuto la possibilità di trovare le professionalità e i servizi che ci hanno portato ad essere una delle realtà del nostro settore più importanti al mondo. Un rapporto diretto, personale, con le istituzioni è di vitale importanza, ci consente di avere quella stabilità che ci permette di investire ulteriormente sulla nostra crescita, con conseguenti benefici diretti e indiretti per il territorio: un circolo virtuoso quindi, che ci rende ancora più orgogliosi di portare il nome del Ticino nel mondo”.
Tra i temi affrontati durante l’incontro anche quello dell’occupazione: in un momento così difficile per l’economia, Argor-Heraeus, che da lavoro a oltre duecento persone, è riuscita a non licenziare nessuno. Grazie alla politica aziendale di tutela del posto di lavoro e all’estrema flessibilità dimostrata dai propri collaboratori, l’azienda è stata in grado di gestire l’estrema volatilità che caratterizza i diversi ambiti in cui è attiva, in un clima di profonda incertezza, tra il rally del corso dell’oro e la crisi senza precedenti dell’industria orologiera.
Un incontro informale considerato dall'Argor produttivo dunque, un legame rinsaldato, con l’obiettivo comune di creare valore per l’azienda, i cittadini e il territorio.